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Tra arte e vita possono esserci connessioni profonde E l'arte di qualunque tipo può aiutarci a immaginare a concepire una catastrofe climatica di cui quando non la neghiamo del tutto troviamo intollerabile il pensiero. Se l'arte è un modo per rendere pensabile l'intollerabile e l'impensabile, allora l''oggetto artistico inteso in senso winnicottiano, diventa un occasione di contemplazione che ci induce a comprendere il legame reciproco tra mondo oggettuale e vita organica, un interdipendenza simile a quella dei processi vitali nelle biosfere terrestri.
Se l'oggetto legittima la possibilità di provare sentimenti intollerabili compreso l'odio assassino il dolore irreparabile e perché consente la riorganizzazione del materiale psichico. La catastrofe climatica rappresenta una nuova declinazione dell'intollerabile ed è per questo che abbiamo bisogno dell'arte ora più che mai.Stefani le manager docente di letteratura e studi ambientali scrive del lutto preventivo tipico della cultura del petrolio che definisce la nostra modernità l'angosciante perversione della perdita del mondo che conosciamo un mondo che a niente il proprio futuro.in un modo nell'altro questo mondo è destinato a scomparire a causa del cambiamento climatico e non ne piangiamo la perdita perché insieme al mondo perdiamo anche ricordi l'incarnati e per certi versi tutte le nostre vite. Industria petrolifera i combustibili fossili coincidono ormai con il nostro senso del mondo e al contempo ne costituiscono la fonte i distributori di distruzione: vivere in un mondo simile e trarne beneficio rappresenta una distruzione che non riusciamo né a vedere né ad arrestare senza prima elaborare il lutto cosa che molti reputano impossibile perché ormai le nostre vite sono diventate inimmaginabili senza il petrolio. Secondo le mangerei e Catriona Stan di Lance la melanconia ambientale non è che è un meccanismo di negoziazione della perdita e della responsabilità ambientale. Prevediamo la perdita del mondo che conosciamo la distruzione della terra ma non possiamo ancora elaborarne il lutto come sostiene Sandy Lance l'oggetto della perdita è indegno di lutto all'interno di una società incapace di riconoscere gli esseri non umani gli ambienti naturali processi ambientali come oggetti degni di un lutto sincero.non ci limitiamo a prevedere un lutto che subiremo in futuro ammesso che mi fermo abbastanza ad assistere alla completa distruzione del clima del pianeta: probabilmente non ci saremo già più perciò viviamo con la prospettiva di quel giorno o manciata di giorni la svolta finale irreversibile. Il vero problema è che continueremo a perdere il pianeta giorno dopo giorno se non ci rassegniamo a dire a Dio la nostra dipendenza dal petrolio. È una perdita continua perché siamo nel pieno della catastrofe climatica costretti a ripensare il significato dell'elaborazione del lutto a fronte di una perdita ancora incompiuta che per definizione non avrò testimoni del suo compimento la l'arte può dare una scossa solo se dimostra documenta la normalizzazione della distruzione.sta normalizzazione del consumo e della produzione di petrolio è un processo di distruzione e come tale andrebbe presentata abbiamo bisogno di forme d'arte che lottano per la vita nel mezzo della distruzione e al contempo smascherino gli stratagemmi attraverso i quali la rovina si spaccia per il progresso, o peggio ancora per normalità.
La teorica ambientale Peter Davis ha coniato la perfetta definizione di archivio per formativo di presente una testimonianza scrive Devis documenta non la condizione delle cose perdute ma il lutto preventivo il sentimento perturbante di un mondo ormai scomparso. E aggiungerei la scomparsa del mondo si verifica proprio mentre cerchiamo di capire come elaborare il lutto quando la perdita è ancora in corso come resistere alla perdita nel bel mezzo del lutto.
Extract from:
Between loss and regeneration, Judith Butler (2023, Marsilio Arte)